La cucina del sud America

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Il sud America è il quarto continente al mondo per superficie e il quinto per popolazione, formato da ben 16 stati differenti. Questo può facilmente spiegare perché la cucina sudamericana sia così variegata: si passa dai freddi ghiacciai andini alle umide foreste colombiane, dalle coste basse e dorate dei Caraibi alle montagne innevate della Patagonia. A seconda di quale stato ci si trova, o addirittura zona, la {#cucina} ha infatti delle caratteristiche ben precise. In Brasile, per esempio, troverete molti piatti a base di riso bianco e fagioli neri – la famosa feijoada – o a base di farina di manioca, come la ferofa. Tipico dell’area sul del paese e il churrasco, il codone di manzo alla griglia solitamente marinato in aglio e spezie. Bevanda tipica è la caipirinha, a base di zucchero, lime e cachaça.
la cucina peruviana, una stratificazione di contaminazioni italiane, africane, francesi e perfino orientali. In linea generale la cucina peruviana è molto saporita e piccante e la maggior parte dei pasti viene accompagnata da del riso. Un piatto tipico del Perù è il ceviche, a base di pesce o frutti di mare marinati nel lime con sale e peperoncino. Altro alimento tipico di questo paese è la quinoa, che pur essendo una pianta erbacea che cresce in modo spontaneo sulle Ande, viene impiegata come un vero e proprio cereale. Popolarissima come bevanda è l’Inca Kola, dal sapore dolce e fruttato.

Ceviche

Lungo le coste del Venezuela si consumano prevalentemente pesce, crostacei e frutti di mare, mentre verso l’interno sono diffuse carne bovina, carne di maiale e pollame. Il sancocho, per esempio, è una zuppa a base di carne e verdure, ma a seconda della zona in cui vi trovate può essere preparata con pollo, carne bovina o, sulla costa, con il pesce.

Sancocho

Carne e (alimenti) a base di farina sono i protagonisti della tradizione culinaria dell’Argentina. L’asado è il tipico arrosto a base di carne cotta secondo una speciale tecnica e condito con il chimichurri, una miscela di spezie fresche con olio, aceto e limone che si applica a fine cottura. Le tortillas sono un piatto molto diffuso come accompagnamento ad altre pietanze mentre los churros – pastella fritta a base di farina dalla forma allungata – sono dei dolci che si consumano spesso insieme alla cioccolata calda. Il chorizo, la tipica salsiccia dal colore rossastro insaporita con paprika, è molto diffusa in tutto il Paese.

L’asado

Tipico piatto cileno è il charquekán, a base di carne di lama o manzo, patate, zucca, mais e piselli, molto gustoso e saporito. Altro piatto molto diffuso in Cile è il pastel del choclo, preparato con mais, carne di manzo, uova e patate. Una via di mezzo tra un pasticcio e una torta salata, è un piatto molto corposo.

In Ecuador è molto diffuso il consumo di carne, soprattutto pollo, lomo salado, il cordero (carne di agnello) e il chancho (carne di maiale). Verso la costa sono prevalentemente diffusi piatti a base di pesce e nella provincia di Esmeralda il pesce si prepara encochado, ovvero stufato nel latte di cocco.

Cucina brasiliana


La cucina brasiliana è un insieme di cucina portoghese e india con influenze portate da italiani, cinesi, tedeschi e francesi. L’immensità del Brasile favorisce una notevole diversità di cibi. Se il nord è caratterizzato dalla carne secca (carne de sol) e dal pesce, il sud è famoso per le sue grigliate servite su enormi spiedi. Nonostante sia un paese caldo, il maiale è uno dei protagonisti della cucina brasiliana.

Piatti tipici


Il piatto più consumato e conosciuto è la “feijoada” stufato di carne fatta con le parti poco nobili del maiale (orecchie, lingua, piedino, cotenna, salsiccia fresca, lombo disossato) e fagioli neri, insaporito con alloro e prezzemolo, piatto molto grasso, ma di indubbio sapore, servito con riso bollito e accompagnato da farina di manjoca, una radice grattata ed essiccata.

Acarajé


Acarajè,che si vende agli angoli delle strade di Bahia, sono polpette fritte a base di fagioli marroni tritati con sale e cipolle, e riempiti con gamberetti essiccati, pepe e salsa di pomodoro messa a friggere nell’olio di Dendê.

Caruru


caruru, gamberetti cucinati insieme ad un legume denominato “quiabo” (un legume simile nella forma al peperone) ed altri ortaggi bolliti e poi mescolati a cipolla,  olio di dendè e grani di pepe.

Dourado


Un pesce d’acqua dolce (pesce gatto) , è buonissimo e lo potete trovare in tutto il Brasile.

Peixada


Un pesce (in Amazzonia si usa il tucunaré) bollito nel brodo con verdure e uova.

Vatapà


famoso piatto brasiliano di origine africana; piatto a base di frutti di mare con salsa densa preparata con pasta di manoica, noce di cocco e dendè.
Il piatto più popolare dell’Amazzonia è il pato no tucupì, costituito da pezzi di anatra in una salsa di tucupì (una crema gialla e acida estratta dalla manioca selvaggia schiacciata mediante una pressa indigena fatta di paglia) ricca di un’erba selvatica particolarmente piccante. Un altro piatto tipico è il tacacá, un denso brodo giallo con l’aggiunta di gamberi ed aglio.


Cucina del centro America


La cucina del centro America si distacca dalle altre per la sua singolarità, in quando deriva dalla fusione di ogni popolo che abito quest’aria: dai maya agli Aztechi, dagli spagnoli agli Africani. Questo”miscuglio di tradizioni” è caratterizzato dai sapori forti e decisi confluiti ai cibi dalle numerose varietà.
I piatti, che danno la particolarità alla cucina, sono tipicamente molto colorati grazie alla ricca varietà di verdure( tra cui peperoncini,peperoni verdi,broccoli,cavolfiori,ravanelli…) e di carne del cibo messicano (quali manzo,pollo,maiale..) Un piatto che certamente ricopre tutte queste caratteristiche è il chili.
In particolare, quando si descrive la cucina del centro America si fa sopratutto riferimento alla cultura culinaria messicana. Quest’ultima, infatti, derivata dal’antica popolazione Maya e influenzata dalla cucina caraibica è il cuore delle tradizioni del centro America.
I cibi messicani cambiano da regione a regione a causa delle differenze climatiche, geografiche ed etniche. La zona settentrionale del Messico è nota per la produzione di manzo e di conseguenza si distingue per le pietanze basate su queste carni. La zona meridionale, è invece conosciuta per i piatti con verdure piccanti e pollo. I prodotti del mare vengono preparati in un modo chiamato “stile Veracruz”. Esistono anche piatti più esotici, cucinati in stile Azteco o Maya, con ingredienti piuttosto inusuali quali iguane, serpenti a sonagli, cervi, scimmie, ragni e persino qualche tipo di insetto; queste pietanze sono note come comida prehispanica (cibo preispanico) e, per quanto non molto comuni, sono comunque relativamente piuttosto conosciute.
I piatti tipici per eccellenza sono i tacos, i burritos ( tortillas con un ripieno a base di carne, cipolle e spezie) e il guacamole, il tutto accompagnato con abbondante tequila o mezcal, ma anche liquados, una specie di frappè alla frutta, molto amata. Un’altra tipica pietanza è la tortillas, la famosissima focaccia a base di farina di mais ricopre il ruolo che da noi è dato al pane, ma anche alla pasta: può infatti servire da accompagnamento ai piatti, ma spesso e volentieri li racchiude, cambiando nome a seconda del condimento.
In Messico spesso si inizia il pasto con una zuppa, che può essere di sole verdure o dall’aggiunta di carne, ingrediente molto consumato, soprattutto al nord. Il pesce è molto amato, così come i crostacei e i frutti di mare. E non mancano certamente i dolci, soprattutto considerando il fatto che il cacao è proprio originario delle Americhe. Tra questi ultimi sono tipiche le torte di frutta, in particolare quelle di banane.

Cucina Americana


Parlando di cucina americana, si pensa solitamente agli hot dog, gli hamburger, le ali di pollo e alle patate fritte Tuttavia, la cucina americana non significa solo piatti a base di hamburger e specialità’ di carne, ma può essere anche buona ed appetitosa, come nel caso della regione di California, dove si trovano elementi della cucina italiana, messicana o asiatica.
Influenze nativo americane
Molti cibi come zucche, pomodori, mais, e il metodo di cottura chiamato barbecue facevano parte della tradizione culinaria degli indiani Calusa, Timucua, che vivevano nella regione. La cucina dei nativi americani del Sud è il fondamento della cucina tradizionale del Sud. Gli immigrati non avrebbero potuto sopravvivere senza l’istruzione e l’assistenza dei nativi che erano maestri cacciatori, agricoltori e esperti nella preservazione del cibo in quel ambiente, migliaia di anni prima dell’arrivo degli europei. Le patate un alimento principale secondario nella cucina dei nativi americani che le usavano come il mais, sono state adottate dagli immigrati europei.
I nativi americani hanno introdotto ai primi europei immigrati nel Sud molti ortaggi ancora presenti sulle tavole della regione. Zucche, zucchini, molti tipi di fagioli (borlotti, fagioli bianchi, fagiolini verdi, fagioli rossi e neri), pomodori, peperoni, peperoncini, patate dolci o batate, arachidi e sassafras (alla base di molte pietanze Cajun e Creole), che erano sconosciuti in Europa, sono stati presentati agli immigranti dai nativi. Frutti e bacche selvatiche come more e lamponi facevano parte della dieta degli indiani d’America nella parte più settentrionale della regione.
“Molto più di quanto si realizza, alcuni dei più importanti piatti degli indiani del sudest degli Stati Uniti vivono oggi come “soul food” mangiato da bianchi e neri del sud. Hominy, per esempio, è ancora mangiato…Sofkeevive come ‘grits’…pane di mais è preparato dai cuochi del sud… la frittata degli indiani (polenta fritta) è conosciuto come “hoe cake” o “Johnny cake”…gli indiani bollivano la polenta in palline oggi chiamati “corn meal dumplings” e “hush puppies”…La gente del sud cuoce i fagioli e piselli bollendoli, come facevano gli indiani…come gli indiani curano la carne con sale e l’affumicano sopra la brace di Hickory.”
Gli indiani del Sud degli Stati Uniti arricchivano la loro dieta con carni derivanti dalla caccia di animali nativi. Il cervo era un importante parte della loro dieta perché abbondante. Cacciavano conigli, scoiattoli, tacchini,opossum della Virginia, e procioni. Gli europei hanno portato maiali e vacche da latte. Quando si uccideva un animale l’intera carcassa era usata. A parte la carne, era comune mangiare anche il fegato, il cervello e l’intestino. Questa tradizione perdura e piatti tipici come “chitterlings” chiamato anche “Chit’lins”, intestino di maiale fritto o bollito, livermush (uno sformato di polenta e fegato delle Caroline), e cervello con uova. Il grasso degli animali, veniva separato dai tessuti, come per lo strutto, e usato per cuocere e friggere

Storia della cucina italo-americana


La cucina italo-americana nacque tra la fine del 1800 e l’inizio del secolo successivo, a seguito delle ondate migratorie italiane in America. La maggior parte degli emigranti italiani diretti negli Stati Uniti provenivano dalle regioni dell’Italia meridionale, da Napoli e dalla Sicilia per esempio, ed avevano abitudini alimentari tipicamente italiane (consumavano pasta di grano duro, conserve di pomodoro, pizza, olio d’oliva). Gli emigranti italiani si concentrarono per lo più nell’area atlantica (tra Boston e Filadelfia, con al centro New York), sia a Chicago e a Saint Louis. La cucina italo-americana finì per essere identificata con quella degli immigrati italiani dell’East Coast: fu così che la ricetta delle lasagne al forno si trasformò nella tipica variante napoletana con ricotta, diversa da quella bolognese a base di besciamella e carne. Gli emigranti italiani provenivano però anche anche dalle aree padano-venete e dal centro Italia, principalmente l’Abruzzo. Ne è testimonianza la presenza nella cucina italo-americana della polenta.
Da cucina di una minoranza economica ai margini della società americana, la cucina italo-americana conquistò in breve i ristoranti più esclusivi di New York e da lì il settore dell’alta ristorazione. Giunse persino in città come Minneapolis, dove gli abitanti erano prevalentemente scandinavi o tedeschi.